
O Fascismo o l’À Proibio o Zeneise?
Il Fascismo Vietò il Genovese?
La vulgata è nota: il regime contro i dialetti, cacciati da scuole e giornali. La campagna nazionale ci fu, ma in Liguria – osserva il prof. Fiorenzo Toso – il quadro è più ambiguo. Recuperando in chiave nazionalista le glorie mediterranee della Repubblica e i miti di Colombo e di Balilla, il fascismo trovò in una letteratura dialettale «allineata» un supporto propagandistico, e usò le comunità di lingua ligure in Corsica e nel Nizzardo per legittimare l’irredentismo; Gilberto Govi portò in tournée in Sudamerica un’«italianità» gradita al regime.
Quanto al declino del genovese, più che i divieti poterono la modernizzazione e un’idea nuova e discriminatoria: il genovese come segno di marginalità.
Bibliografia
- F. Toso, Il genovese. Storia di una lingua, Sagep, Genova 2016, p. 28.
Per approfondire
Immagine: Anonymous, Wikimedia Commons · Public domain