Genova negli anni Trenta
← Tutte le storie

O Fascismo o l’À Proibio o Zeneise?

Il Fascismo Vietò il Genovese?

La storia è più ambigua della vulgata: miti arruolati, Govi in tournée, e un declino che viene da altrove.

La vulgata è nota: il regime contro i dialetti, cacciati da scuole e giornali. La campagna nazionale ci fu, ma in Liguria – osserva il prof. Fiorenzo Toso – il quadro è più ambiguo. Recuperando in chiave nazionalista le glorie mediterranee della Repubblica e i miti di Colombo e di Balilla, il fascismo trovò in una letteratura dialettale «allineata» un supporto propagandistico, e usò le comunità di lingua ligure in Corsica e nel Nizzardo per legittimare l’irredentismo; Gilberto Govi portò in tournée in Sudamerica un’«italianità» gradita al regime.

Quanto al declino del genovese, più che i divieti poterono la modernizzazione e un’idea nuova e discriminatoria: il genovese come segno di marginalità.

Bibliografia

  1. F. Toso, Il genovese. Storia di una lingua, Sagep, Genova 2016, p. 28.

Immagine: Anonymous, Wikimedia Commons · Public domain