Il monumento a Balilla a Genova
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1941: O Balilla o Torna, Stavòtta Contra o Regimme

1941: Balilla Torna, Stavolta Contro il Regime

Un cartello anonimo sul monumento, una poesia di Firpo: il mito conteso al fascismo.

Il fascismo aveva fatto di Balilla un proprio simbolo, fino a intitolargli l’organizzazione giovanile del regime. Ma il ragazzo di Portoria apparteneva a tutti. In una poesia dell’ottobre 1941, «A-o Balilla», Edoardo Firpo racconta – per bocca di un amico – una scena di piazza Pammatone, a Genova: un capannello di gente ride sottovoce davanti al monumento, da cui è appena stato staccato un cartello anonimo. Diceva, in genovese, che il vero Balilla era tornato – e che la statua poteva scendere dal piedistallo.

Nella Genova in guerra, due righe in genovese bastavano a rovesciare la retorica del regime.

Bibliografia

  1. E. Firpo, «A-o Balilla» (ottobre 1941), in Tutte le poesie, San Marco dei Giustiniani, Genova 2004, p. 373.

Immagine: Incisore sconosciuto, Wikimedia Commons · Public domain